Si fa presto a dire Stage, ma quando è veramente uno Stage di Qualità?

Stage di qualità

I segnali di ripresa dell’economia mondiale vedono l’Italia con tassi di crescita più ridotti rispetto agli altri Paesi, permangono così forti incertezze sulle prospettive dell’occupazione e notevoli squilibri che penalizzano le donne, il Mezzogiorno e, soprattutto i giovani.  Di fronte a questo “triste” scenario lo Stage, in questi anni, ha assunto un’importanza sempre più rilevante come canale di ingresso nel mercato del lavoro. Nonostante i diversi casi di abuso da parte di alcune aziende per risparmiare sui costi del personale, è sempre bene chiarire il fatto che lo stage non è uno strumento per trovare lavoro bensì, un periodo di formazione limitato nel tempo per consolidare la propria professionalità ed imparare un “mestiere”, perché, purtroppo, il divario tra le conoscenze acquisite durante l’università e quelle richieste dal mondo del lavoro è sempre più ampio.

Ma uno stage per raggiungere il suo fine deve essere ben progettato e svolto in  un’azienda responsabilizzata nella gestione dello stagista. Per questo motivo, si fa presto a dire Stage ma… quando si tratta veramente di uno stage di qualità?

Uno stage per essere considerato di qualità deve rispondere a dei requisiti base che aiutino a potenziare il bagaglio di esperienze e di conoscenze pratiche di chi lo svolge.

Innanzitutto, uno stage di qualità è progettato, gestito e valutato da alleanza formativa di tutti gli attori coinvolti: i soggetti promotori, le aziende ospitanti e i giovani, in un quadro comune di impegno educativo e di apprendimento.

È incentrato sull’efficacia formativa, in termini di sviluppo di competenze e conoscenze professionali riconoscibili. Questo obiettivo deve essere raggiunto attraverso reali progetti formativi aziendali che permettano allo stagista di:

- sviluppare competenze trasversali: problem solving, flessibilità, lavoro in team, gestione dello stress, attribuzione di responsabilità nell’espletamento delle funzioni, apprendimento dell’errore..

-   integrare conoscenze teoriche e con competenze pratiche: individuare gli obiettivi, gestire le informazioni e le relazioni, pianificare e programmare le attività, monitorare le attività…

- acquisire un maggior grado di consapevolezza individuale anche ai fini dello sviluppo dell’auto-imprenditorialità e della promozione della persona.

Durante il periodo di stage, inoltre, il soggetto promotore e la presenza di un tutor aziendale sono centrali e indispensabili per la buona riuscita del percorso. In particolare, la funzione del tutor aziendale è quella di seguire in itinere il corretto svolgimento del progetto di stage, oltre che al supporto, accompagnamento e facilitazione degli apprendimenti dello stagista. Per concludere, uno stage di qualità è quello che trasmette allo stagista non solo una serie di competenze ma anche la capacità di esprimere “prestazioni” osservabili e misurabili coerenti con il contesto professionale in cui stage è stato svolto.

 

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