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Scrivi nel box di commento la tua esperienza di stage e di lavoro oppure le tue impressioni e valutazioni sul tema dell’ ingresso nel mercato del lavoro e dell’occupazione in questo periodo di difficoltà diffusa.

La pubblicheremo sul Blog Stage&Lavoro per condividerla con tutti.  La tua esperienza potrebbe essere molto utile per gli altri!

 

 

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2 commenti

  • Pierpaolo Anatriello scrive:

    STAGE?! Sì, grazie!

    La maggior parte dei neolaureati italiani è impreparata ad affrontare le sfide del mondo lavorativo, iniziando col sostenere un colloquio di lavoro.
    Quasi nessuno conosce come sia strutturata un’azienda, fattore non da poco, poiché nello svolgimento del proprio lavoro è importante sapersi orientare tra le varie funzioni aziendali. L’Università italiana infatti è troppo scollegata dal mondo del lavoro.
    Per tale ragione lo stage è un utile strumento per accedere al mondo del lavoro, in quanto questo, se ben finalizzato, rappresenta un momento di verifica delle nozioni teoriche acquisite durante il corso di studi ma soprattutto un momento in cui iniziare ad “imparare il mestiere”.
    La mia esperienza di stage in Esselunga è stata molto sfidante, mi sono ritrovato sin da subito in prima linea ad affrontare le problematiche relative all’implementazione del Sistema Qualità di stabilimento. Ricordo ancora lo smarrimento iniziale dovuto alle nuove mansioni, alla tante linee produttive e ai nuovi colleghi. I ritmi lavorativi erano piuttosto intensi e talvolta mi è capitato di lavorare anche il sabato o la domenica. Ho quindi dovuto imparare a gestire lo stress e la stanchezza.
    Al termine dello stage non ho potuto continuare il mio percorso in azienda, e ad oggi mi ritrovo alla ricerca di un nuovo impiego.
    Nonostante l’amarezza per la mancata assunzione, l’esperienza di stage è stata molto utile e sicuramente ha rappresentato un passo importante per la mia crescita professionale.
    In un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui è difficile trovare occupazione, mi permetto di consigliare ai neolaureati di non scoraggiarsi, di seguire le proprie passioni ed i propri studi cercando di specializzare le proprie competenze, e soprattutto di crederci; questi sono gli unici strumenti per poter emergere oggi in un mondo lavorativo sempre più competitivo.

    Pierpaolo Anatriello

  • Alessio Latino scrive:

    Il Bicchiere mezzo pieno

    E mi ritrovo quindi davanti al mio inseparabile cursore Word, in una città lontana 1000 km dalla mia casa, cercando di scrivere poche righe riguardo la mia esperienza dal master allo stage. Ripenso così al mio ultimo anno di vita, pieno di sofferenze atroci e immensi sacrifici, ma nonostante tutto ricolmo di speranze per il futuro: questo è stato il mio Master.
    La mia guida mi ha insegnato sin da piccolo a guardare sempre il “bicchiere mezzo pieno”, prendendo in ogni momento quello che c’è di buono da ogni evento, che sia gioioso o al contrario pieno di dolori. In questi pochi mesi, sono dovuto crescere molto dal punto di vista psicologico, cosa che ha fatto scattare in me una sorta di molla a spinta positiva sulla mia crescita professionale. Il mio “bicchiere mezzo pieno” è questo; ho imparato o meglio, ho scoperto di possedere la dote di riuscire ad attutire i colpi della vita cercando di non cadere mai o al massimo facendo una pausa in terra per recuperare tutte le forze e poi rialzarsi più forti di prima, così come un bravo pugile che durante le prime battute di un match studia il suo avversario, venendo anche colpito dai suoi pugni, cade a terra, si rialza piano, molto piano, con la consapevolezza ora di giocarsela fino in fondo per vincere.
    Il mio “bicchiere mezzo pieno” non mi ha mai fatto mollare durante tutto il mio percorso di studi fino al master in Ctq. Il giorno prima dell’inizio del master non avevo più intenzione di partire; la persona che più ritenevo forte e invincibile nella mia vita, si stava sgretolando giorno dopo giorno davanti ai miei occhi e la mia impotenza per impedire tutto questo mi consumava secondo dopo secondo. Ma voleva a tutti i costi che partissi, anche se pianse so che lo voleva davvero; pianse perché sapeva che non ci saremmo più rivisti. In quei terribili giorni decisi allora di continuare la mia esperienza di formazione e tornai a seguire il master; ancora oggi non riesco a capire come ci possa essere riuscito, non solo ad andarci ma anche a restarci, mettendo tutto l’impegno e la passione che avevo nel corpo e nella mente. Non smetterò mai di ringraziare quel gruppo di ragazzi fantastici, i miei compagni, che definirò sempre con l’appellativo di “la mia medicina”, è anche merito loro se ce l’ho fatta.
    Ovviamente non è stato per nulla facile. Ricordo sempre le mie uscite dall’aula durante le lezioni, mascherando ai miei compagni il mio infinito dolore, ritrovandomi così a piangere ogni giorno per tre lunghissimi mesi seduto su di una sedia all’ingresso degli uffici di Ctq. Ho lavorato molto su me stesso e lo faccio continuamente, ogni giorno, cercando di migliorare in continuo, ampliando le mie conoscenze e competenze. Ho da poco iniziato il mio stage presso un’importante società di consulenza appassionandomi ogni giorno di più a questa professione. E se da un lato ho già assaggiato Audit BRC IFS Audit di seconda parte e consulenze, dall’altro mi sento già integrato in un gruppo di ottimi professionisti. Questo primo passo forse sarà il mio primo lieto fine, chi lo sa: per adesso, lo chiamo il mio “bicchiere mezzo pieno”… tutto da riempire.

    Alessio Latino

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