Intervista a Alessio L.: quando avere una buona formazione a volte non basta…

intervista Alessio L.In questo numero vi raccontiamo l’esperienza di colloquio di Alessio avuta in Unilever allo stabilimento produttivo di Caivano.

Laureato in Biotecnologie Mediche e Nanobiotecnologie, ha deciso lo scorso autunno di partecipare al Master in Qualità e Certificazione di Prodotto nelle Aziende Agroalimentari di CTQ Spa (Richiedi Info), ridefinendo così il proprio percorso professionale. Terminata la formazione in aula Alessio è stato selezionato, insieme con un’altra candidata, per un colloquio di stage in Unilever.

Ci racconti brevemente la sua esperienza di colloquio in Unilever?

È stata senza dubbio una bellissima esperienza, positiva e molto formativa nonostante la scelta finale non sia ricaduta su di me. L’impressione che ho avuto entrando nello stabilimento di Caivano è stata ottima, sono rimasto molto colpito dalle attenzioni che ci hanno dato fin da subito e sempre pronti a metterci a nostro agio. Nonostante fossimo lì per una selezione di stage, ciò non ha affatto sminuito l’importanza del ruolo, anzi ci hanno trasmesso il valore che Unilever dà alla formazione delle proprie risorse umane.

Come si è svolto il colloquio individuale?

Il colloquio è avvenuto con la presenza di tre esaminatori: il Responsabile delle Risorse Umane, il Responsabile di Laboratorio e il Responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo.  Fin da subito il colloquio si è presentato molto strutturato alternando domande più generali a quelle più specifiche. La prima parte è stata dedicata alla mia persona e al mio percorso di studio, facendo un focus sull’ultima esperienza di Master; la seconda parte è entrata nello specifico sul progetto formativo che avrei dovuto intraprendere se fossi stato selezionato, le domande erano specifiche alla produzione del gelato (prodotto nello stabilimento), come migliorare il prodotto e idee sulla creazione di un nuovo gelato sulla base di una lista di ingredienti, l’etichettatura dei prodotti etc.. Infine, una parte volta a testare la mia conoscenza della lingua Inglese, facendomi domande generiche sui miei hobby e interessi.

Mi ha parlato della cura e attenzione che Unilever pone alle proprie risorse, com’è visibile agli occhi di chi entra per la prima volta in azienda?

Beh, innanzitutto si percepisce a livello umano ma anche l’ambiente contribuisce.  Terminato il colloquio ci hanno fatto fare una breve visita dello stabilimento e prima di iniziare Unilever ci ha fornito tutto il vestiario di sicurezza idoneo per passare da un’area a un’altra (per esempio ci hanno fatto indossare le scarpe anti-infortunistiche). Poi, durante tutto il tragitto abbiamo seguito precisi percorsi tracciati con delle linee colorate in terra per mettere il più possibile in sicurezza il nostro passaggio. Infine ci hanno fatto visitare anche le aree ricreative, fornite di tutti i servizi anche quelli più inconsueti, proprio a dimostrazione del fatto che mettano al centro del proprio lavoro le persone.

Come si è sentito al colloquio considerando che la sua formazione non era del tutto in linea con il settore aziendale?

Sinceramente con un po’ di ansia, perché nonostante avessi alle spalle una buona formazione avendo frequentato il Master QCepa, i miei studi accademici precedenti si discostavano abbastanza da quello che era il progetto formativo ma, alla fine non sono stati assolutamente quelli il problema.

Qual è, dunque, secondo lei il motivo per cui non le hanno assegnato lo stage?

La mia esclusione è stata senza dubbio dovuta al mio basso livello di conoscenza dell’inglese che purtroppo non ho alimentato negli anni con qualche esperienza all’estero. Mi rendo conto che oggi è requisito fondamentale richiesto dalle aziende sia piccole che medie per non parlare di multinazionali come Unilever.

Se vuoi maggiori informazione sul Master che ha frequentato Alessio, clicca qui

Di Ilaria Saccardi

Stage & Placement Senior Specialist

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3 commenti

  • Non accontentarsi mai, ragazzi. Studiare bene almeno l’inglese, leggere tantissimo e praticare la lingua nella conversazione con madrelingua, soprattutto. Oggi con Internet e Skype è possibile avere a portata di mano risorse prima impensabili, per accrescere le proprie competenze.

    • Alessio L. scrive:

      Certa gente sbaglia a scegliere (oggi capisco che si tratta di errori) perchè purtroppo da più importanza alla corretta formazione universitaria (non conoscendo quanto lontana sia dal mondo aziendale) impegnandosi al 100% in quello che fa, cercando di bruciare le tappe, laureandosi con voti alti e dovendosi mantenere economicamente agli studi per via di una non copertura economica da parte della famiglia (non tutti nascono in contesti idonei), tralasciando per esempio le opportunità di andare a fare esperienza all’estero (che oggi è cosa importantissima). Ne scaturisce che queste persone devono faticare il doppio o il triplo per emergere, ma quando ci riescono, gli altri hanno bisogno del doppio o del triplo delle energie per raggiungerli. I sacrifici e i rifiuti fortificano: sta a queste persone non arrendersi mai e cercare il miglioramento continuo.

  • Benedetto scrive:

    Sono d’accordissimo con Alessio, riguardo l’esperienza all’estero mancata durante il percorso di studi e la priorità massima a finire in tempo e col massimo dei voti. Anche io qualche mese fa ho sostenuto un colloquio di selezione presso la stessa azienda e penso di non essere stato scelto per lo stesso motivo. Ma credo che, essendo giovani, abbiamo tutto il tempo per imparare e perfezionarci, soprattutto nelle lingue. So, let’s learn and speak English well, never give up!!!

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